Menu Principale

Molto più esteso dell'attuale era l'antico territorio di San Maurizio Canavese, che comprendeva le terre delimitate dal corso della Stura a Sud e tutta la "Vauda" di San Francesco a Nord.
Nell'antichitа pre-romana la zona fu forse abitata dalle tribù liguri-celtiche; alla tarda romanitа appartengono alcuni reperti trovati in paese (tegolone, frammento di lapide) e il toponimo "Stefanico", l'assegnatario di fondi da coltivare al di qua della Stura.
Più tardi il nucleo abitato venne talora indicato come "Lifiniasco", ma giа nel primo secolo dopo il Mille si legge nei documenti il nome di "vicus de Sancto Mauritio", poichè a S. Maurizio, condottiero della Legione Tebea, era dedicata la cappella del castello.
Possedimento del marchese del Monferrato alla fine del sec. XIII, passa in seguito definitivamente ai Savoia. Il '300 è ricordato per alcuni avvenimenti importanti: la concessione degli Statuti, la costruzione delle "bealere", dei mulini, dei battitoi per la carta, delle concerie. Fondamentale la data del 1335, anno in cui la marchesa Margherita di Savoia cedette alla Comunità il terreno necessario per la fondazione del nuovo abitato munito di opere di fortificazione e difesa, in grado di proteggere gli abitanti dalle frequenti incursioni. Questo portò alla graduale scomparsa del nucleo primitivo e del castello attiguo alla Pieve che continuò a esercitare le funzioni di parrocchia fino al 1813. Poco per volta, le cerimonie sacre vennero celebrate nella nuova chiesa, l'attuale parrocchia di San Maurizio Martire, voluta dalle Compagnie di Santa Croce e del Corpus Domini, nonchè dalla Comunitа.
L'attivitа agricola costituì in passato la principale fonte di sostentamento. L'intero paese era formato da isolati che comprendevano le abitazioni civili, le tettoie, le stalle, i cortili, le porte carraie; i forni e i pozzi erano sovente in comproprietà. Solo a partire dal sec. XVII, quando si impiantarono i grandi cascinali, fu possibile praticare metodi più razionali di coltivazione e allevamento del bestiame, sfruttando le vaste estensioni dei terreni e la buona possibilitа di irrigazione.
San Maurizio non può vantare lavorazioni tipiche, l'artigianato ed il commercio occupavano solo una bassa percentuale di abitanti. La disponibilitа della forza idraulica favorì l'impianto di piccole officine, ora quasi tutte scomparse.
Sovente gli operai svolgevano un doppio lavoro, mandando avanti contemporaneamente un'agricoltura di tipo familiare, coadiuvati dalle donne e dai bambini. La coltivazione e la lavorazione della canapa e della seta, permisero un'integrazione degli scarsi redditi familiari. Erano praticate in gran parte dalle donne che acquisirono le conoscenze di un lavoro di tipo "industriale" che trovò poi applicazione nei cotonifici del primo '900.
Dal 1869 entrò in funzione la stazione della "Ciriè-Lanzo", utilissima per gli spostamenti degli operai. La ferrovia favorì in modo determinante lo sviluppo delle attivitа lavorative nelle Valli e anche i sanmauriziesi si adattarono a fare i "pendolari", in massima parte verso le fabbriche del torinese.

 
 
 
 
 
Chi è online
 31 visitatori online
Ulti Clocks content
CALENDARIO
Luglio 2019
L M M G V S D
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31 1 2 3 4
Eventi
Nessun evento