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:: Fratelli d'Italia ::

(Scritto da Goffredo MAMELI - Musicato da Michele NOVARO)

"Fratelli d'Italia", testo dell'Inno Nazionale, ricordato anche come "Inno di Mameli", ha avuto le sue origini nella "marinara" Genova, città dove nacque il giovane studente, poeta e patriota Goffredo Mameli (5 settembre 1827 - 6 luglio 1849).

"Il Canto degli Italiani" (così era stato intitolato originalmente), venne scritto nell'autunno del 1847 e musicato poco dopo a Torino dal maestro Michele Novaro, altro genovese, durante il periodo dei moti mazziniani.

TESTO

Fratelli d'Italia / L'Italia s'è desta
Dell'elmo di Scipio (1) / S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria? / Le porga la chioma (2),
Chè schiava di Roma / Iddio la creò.

Stringiamoci a corte (3) / Siam pronti alla morte
Siam pronti alla morte / Italia chiamò.

 

Noi fummo da secoli / Calpesti e derisi

Perché non siam popolo, / Perché siam divisi.

Raccolgaci un'unica bandiera / Una speme, (4)

Di fonderci insieme / Già l'ora suonò.

Stringiamoci a corte / Siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte / Italia chiamò.

 

Uniamoci, amiamoci / L'unione e l'amore

Rivelano ai popoli / Le vie del Signore;

Giuriamo far libero / Il suolo natìo

Uniti per Dio / Chi vincer ci può?

Stringiamoci a corte / Siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte / Italia chiamò.

 

Dall'Alpi a Sicilia / Dovunque è Legnano (5)

Ogn'uomo di Ferruccio (6) / Ha il cuore e la mano,

I bimbi d'Italia / Si chiaman Balilla (7)

Il suon d'ogni squilla / I vespri suonò (8)

Stringiamoci a corte / Siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte / Italia chiamò.

 

Son giunchi, che piegano, / Le spade vendute.

Già l'aquila d'Austria / Le penne ha perdute

Il sangue d'Italia / Bevè col cosacco

Il sangue del polacco / Ma il cor lo bruciò

Stringiamoci a corte / Siam pronti alla morte

Siam pronti alla morte / Italia chiamò.

 

:: NOTE ::

 

(1) Scipione l' "Africano", condottiero romano, vincitore di Zama;

(2) antica usanza di tagliare le chiome alle donne schiavizzate quale segno di sottomissione;

(3) da "cohors" corrispettivo dell'esercito romano per indicare la decima parte di una legione;

(4) riferito alla voglia di aver un'unica bandiera, una speranza ( una speme) sotto la quale riconoscere l'unione d'Italia che nel 1848 era ancora divisa in sette Stati;

(5) relativo alla battaglia di Legnano (1176) nel quale la Lega dei comuni Lombarda, guidata da Alberto da Giussano, sconfisse Barbarossa;

(6) il capitano Francesco Ferrucci fu simbolo di ardimento nel periodo di difesa della Repubblica di Firenze (1530), assediata dall'esercito imperiale di Carlo V. Il 2 agosto, dieci giorni prima della capitolazione della città, riuscì a sconfiggere le truppe nemiche a Ginevra. Ferito e catturato, venne finito da un mercenario italiano al soldo nemico, tale Fabrizio Maramaldo, al quale, prima di morire, rivolse le parole d'infamia divenute celebri: "Ti uccidi un uomo morto";

(7) soprannome di Gianbattista Perasso il giovane ligure che con il suo lancio di una pietra scatenò, il 5 Dicembre 1746, la rivolta dei genovesi contro le truppe della coalizione austro-piemontese che occupavano la città;

(8) il suono di ogni "squilla" inteso come suono delle "campane" che, il 30 marzo 1282, chiamarono a raccolta il popolo palermitano ad insorgere contro i francesi di Carlo d'Angiò e dando luogo ai "Vespri siciliani".

 

 

 
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